Poiché molti hanno cercato di raccontare l’evanghélion, il lieto annunzio, con forme consone ai tempi, anche io ho deciso di mettermi a servizio della Parola.
Non sono un teologo o un biblista sono solo un cercatore della Parola spesso arenato nei solchi della vita con il peso della fatica quotidiana.
Il cercare Dio nelle pieghe della storia è un esercizio difficile: impegna ogni poro della vita e l’istante eterno trascrive il presente nel suo quotidiano.
Ecco, La Parola si fa Storia: non una filosofia, non un pensiero, non un esercizio meditativo, ma l’essenza di Dio che si è concretizzata nella storia. Una storia non astratta, ma reale e ben definita: una famiglia, un popolo, una cultura, un culto, una tradizione. Uno stare nella storia di un popolo con uno sguardo universale per irradiare ogni lembo di umanità e trasfigurare ogni ferita in feritoia di speranza.
Non c’è vita senza incontro e non c’è incontro senza storia. Dentro questa dinamica siamo chiamati a vivere il divenire quotidiano con le mille sfumature per intercettare i silenzi di Dio, i segni invisibili della Sua presenza: l’invisibile non è ciò che non si vede è ciò che richiede più attenzione.
Cercherò, assieme a voi, di raccontarvi la mia esperienza alla scuola della Parola, alla luce dei miei limiti, delle mie fragilità e soprattutto nell’attesa dell’Atteso.
In un tempo in cui siamo costretti a vivere un fermo biologico a causa della pandemia che ha cambiato e cambierà il nostro vivere, mi cimenterò in questo spazio virtuale attraverso alcuni scritti e/o video per proporvi la lectio divina, un commento al vangelo della domenica e spunti di riflessione.
Siate nella Gioia e fatevi portatori di Speranza.